Quando la prospettiva diventa magia

Il soggetto dell’opera viene rappresentato sul piano in modo distorto e alterato, rendendolo  riconoscibile soltanto guardando l’immagine da una posizione precisa oppure attraverso uno specchio di forma cilindrica.

L’anamorfosi nacque a fine 400′ come esplorazione delle massime possibilità offerte dal quadro prospettico attraverso l’arte pittorica. Il padre dell’anamorfosi fu il geniale Leonardo DaVinci che realizzò i primi due disegni prospettici su un foglio del Codice atlantico (1483-1518).

Ai giorni nostri questa tecnica è molto utilizzata nella street art. Spesso alcuni artisti la utilizzano anche in veri e propri spettacoli teatrali dove accompagnando i loro gesti con musiche e luci realizzano questi dipinti all’apparenza brutti e senza senso per inserire all’ultimo una superficie a specchio e mostrare al pubblico con un colpo di scena magistrale il vero risultato della loro opera!

L’ anamorfosi si può applicare anche nella scultura come fa Jonty Hurwitz. L’artista utilizza modelli 3D, calchi di resina, sculture bronzea e pittura. Il soggetto scolpito diventa una sorta di semicerchio astratto, al centro del quale viene posto il cilindro a specchio, che serve per rivelare la vera essenza della scultura.

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